“TIRIAMO FUORI LA STREGA CHE È IN OGNUNO DI NOI”

Il Prato delle streghe al Parco delle Gole della Breggia: la strega che è in ognuno di noi

Il Prato delle streghe è uno dei luoghi più simbolici del Parco delle Gole della Breggia, a Morbio Inferiore, nel Mendrisiotto. Dove oggi si fanno piacevoli picnic, un tempo si radunavano donne controcorrente, processate e giustiziate dalla comunità locale. «La loro colpa era di non voler essere dominate — spiega Karin Hochapfel, artista e studiosa di sciamanesimo — e di voler essere in armonia con il mondo». Ancora oggi è possibile vivere esperienze suggestive in Ticino.

La storia del luogo

«Queste donne erano libere, si sentivano parte di un tutto dove ogni cosa è in connessione e fa parte di una ciclicità. Celebravano la vita, la morte e ogni stagione». Con il prevalere del pensiero lineare su quello circolare, «tutto quello che non poteva essere controllato faceva paura: la sensibilità femminile è stata messa al bando». Non è una questione uomini contro donne: ognuno ha in sé principi femminili — creatività, ricettività — e maschili — logica, proattività.

La vera magia

«Solo se conosci le tenebre puoi essere felice del ritorno della luce. Le streghe erano donne magnetiche: serene, sprigionavano energia positiva. E noi siamo attratti da queste energie. È questa la vera magia». Tutti possiamo cercare la strega che è in ognuno di noi: sentirci parte di un tutto con cui trovare armonia.

La Ruota dell’anno celtico

Karin propone le otto celebrazioni della Ruota dell’anno, usanze remote che si ritrovano nelle tradizioni di tutto il mondo. Come Yule, il solstizio d’inverno: «Inizia un nuovo ciclo, nasce un nuovo sole. Bisogna abbandonare ciò che di pesante c’è stato nell’anno passato: accendete una candela e bruciate un biglietto dove avete scritto quello che vi augurate per i mesi a venire». Un modo di vivere le stagioni affine ai luoghi energetici del Ticino.

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Leggi l’intervista

Di Anna Ostini – Il Prato delle streghe è uno dei luoghi più frequentati del Parco delle Gole della Breggia, a Morbio Inferiore. Come testimoniano documenti storici, dove oggi si fanno piacevoli pic nic un tempo vi si radunavano donne controcorrente, per questo processate e giustiziate dalla comunità locale. “La loro colpa era di non voler essere dominate – spiega Karin Hochapfel, poliedrica artista e studiosa di sciamanesimo – e di voler essere in armonia con il mondo”. I rituali pagani che praticavano sono giunti fino a noi. “Queste cerimonie fanno parte della nostra storia. Può sorprendere, ma possono avere un grande valore anche oggi”, continua la 61enne, nata in Germania e in Ticino dal 2009.

Karin, che cosa facevano di male queste donne?
Nulla. Erano libere, volevano vivere la propria natura in comunione con quella esterna. Si sentivano parte di un tutto, dove ogni cosa è in connessione e fa parte di una ciclicità. Celebravano la vita e la morte e ogni stagione, accettando tutto quello che si presentava loro, prendendo il meglio di ogni momento.

Allora perché sono state giudicate?
Con il sovrapporsi del pensiero lineare a quello circolare, la razionalità e le leggi economiche hanno preso il sopravvento, indebolendo il valore della fratellanza e del pensiero olistico. Il potere si è centralizzato e tutto quello che non poteva essere controllato faceva paura. La sensibilità femminile è stata messa al bando.

Potrebbe sembrare una questione “uomini contro donne”.
Assolutamente no. Ognuno di noi ha dentro di sé principi più riconducibili all’ambito femminile, ovvero di creatività, ricettività, capacità di cogliere le sfumature, o a quello maschile, quindi di logica, proattività, concettualità. Purtroppo il pensiero moderno ha esaltato solo una parte e l’individuo è sempre più solo.

Cosa possiamo fare oggi?
Dagli anni Settanta c’è un ritorno a questa coscienza. Le persone stanno capendo che contro le leggi della natura possiamo solo perdere. Tutti noi possiamo cercare “la strega che è in ognuno di noi”, ovvero sentirci parte di un tutto con cui trovare armonia, per vivere più serenamente.

Dovremmo tornare a questi antichi riti?
Possono aiutare. Io propongo in particolare le otto celebrazioni che formano la Ruota dell’anno celtico, sono usanze remote che si ritrovano nelle tradizioni di tutte le parti del mondo. Possiamo iniziare proprio nei prossimi giorni, il 21 dicembre con il solstizio d’inverno si festeggia Yule, che il cristianesimo ha traslato nel Natale.

Per tutti è semplicemente il giorno più corto dell’anno.
Dobbiamo andare oltre. Inizia un nuovo ciclo, nasce un nuovo sole. La luce nasce dall’ombra, è una rinascita dopo la morte. Bisogna quindi abbandonare ciò che di pesante c’è stato nell’anno passato, tutto ciò che ci impedisce di migliorare. Per iniziare, accendete una candela e bruciate un biglietto dove avete scritto quello che vi augurate per i mesi a venire.

Il buio e la morte venivano quindi vissuti come elementi positivi?
Esatto, tutto veniva accolto come parte di un ciclo continuo, un’occasione di crescita. Solo se conosci le tenebre puoi essere felice del ritorno della luce. Grazie a questa capacità ricettiva puoi affrontare tutto con maggiore accoglienza e far uscire la tua vera bellezza. Per questo le streghe erano donne magnetiche: erano serene, sprigionavano energia positiva. E noi siamo attratti da queste energie superiori. È questa la vera magia.

TERRA TICINESE, dicembre 2021
Rubrica Persone, luoghi, benessere

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