EVENTI – ALBERGHI – MICE

ATTIVITÀ PER MEETING ED EVENTI

Meeting_Calendar People

“Finalmente qualcosa di diverso, alternativo”

Una proposta allettante per i clienti business

Avrai un solo comodo contatto per accedere a tante proposte differenti

COSA POSSIAMO FARE PER TE

Calendar People propone attività in ambito aziendale. Se il tuo albergo gode degli spazi per organizzare riunioni, conferenze o altre occasioni business, offrire ai clienti attività alternative – anche tematiche – per impreziosire una giornata può fare la differenza. Offriamo insieme esperienze che lasciano il segno!

Al primo posto c’è la persona. I nostri incontri promuovono il benessere personale e relazionale, grazie a una maggiore consapevolezza individuale e a una migliore comunicazione nel gruppo. 

Le nostre proposte si caratterizzano per un approccio professionale quanto ludico. I partecipanti saranno guidati con competenza, ma maggiormente coinvolti grazie a un ambiente informale e a esperienze alternative.

Diverse le tematiche affrontabili, ogni esperienza può essere personalizzata. Con Calendar People la comodità è quella di avere un solo interlocutore, che può supportare l’azienda anche dal punto di vista organizzativo.

Le esperienze condivise

  • ci fanno vedere con occhi diversi chi ci sta vicino;
  • uniscono, creano gruppo, migliorano la comunicazione;
  • fanno scoprire nuove realtà, alimentando la creatività;
  • donano vitalità ed energia risvegliando vecchie e nuove sensazioni;
  • lasciano nel cuore e nella mente ricordi indelebili.

Creando e condividendo momenti speciali possiamo far comprendere a dipendenti e collaboratori che sono importanti all’interno della nostra realtà aziendale. Ritroviamo il piacere di guardarci negli occhi e di condividere emozioni, ovvero il regalo più bello che oggi possiamo donare.

AL PRIMO POSTO LA PERSONA

Che il gruppo sia formato da colleghi o al contrario da amici, che a comporlo siano ragazzi o persone della terza età, che i partecipanti si conoscano o meno non importa. Andiamo oltre gli stereotipi e le classificazioni, rompiamo gli schemi. Valorizziamo l’individuo nel gruppo e il gruppo stesso, indipendentemente dalle caratteristiche e dai ruoli. Mettiamo al primo posto la persona, chiunque essa sia, per questo le nostre esperienze sono adatte a tutti e in ogni contesto.

CONDIVIDIAMO ESPERIENZE, REGALIAMO EMOZIONI

Il raggiungimento di ottimi risultati, nuove aperture o anniversari, ma ancora più spesso il Natale. All’interno di un’azienda, piccola o grande che sia, questi sono momenti da cogliere per valorizzare e incentivare lo spirito di gruppo e il senso di appartenenza. Sono occasioni uniche per lasciare il segno e far sentire i propri collaboratori veramente apprezzati.

Come farlo? Regalando loro esperienze. Abbandoniamo penne o orologi che finiscono nel cassetto. Evitiamo bonus in denaro che si volatilizzano in breve tempo in spese quotidiane.

Creando e condividendo momenti speciali possiamo far comprendere ai nostri dipendenti e collaboratori che non sono considerati un numero, ma persone importanti all’interno della nostra realtà aziendale.

In un mondo sempre più veloce, che ci tiene sempre più spesso a distanza, ritroviamo il piacere di guardarci negli occhi e di condividere emozioni. Sì, perché sono proprie le emozioni il dono più bello che oggi possiamo scegliere. Un gesto che va ben oltre la semplice gratificazione.

A seconda del nostro settore commerciale o delle inclinazioni dei nostri dipendenti possiamo scegliere fra diverse esperienze, tutte personalizzabili.

Se proprio non è possibile unire tutti i collaboratori in un unico momento e luogo – per questione di numeri o di organizzazione – è simpatico creare un piccolo calendario privato di attività. Sarà divertente per il dipendente decidere a quale esperienza partecipare, scoprendo solo all’ultimo chi sarà nel suo gruppo.

Questo dono sostiene gli operatori del territorio ed è green: evitando acquisti materiali spesso inutili sarà apprezzato anche per la sua ecosostenibilità.

Obiettivi, svolgimento, formula possono essere dei più vari. Quello che è costante è quanto possono dare le esperienze condivise:

  • Comprensione
  • Appartenenza
  • Comunicazione
  • Motivazione
  • Produttività
  • Creatività
  • Autostima
  • Minore stress
  • Serenità
  • Fidelizzazione

STRUMENTI ALTERNATIVI PER IL BENESSERE COMUNE

Calendar People è conosciuto per proporre attività alternative per il benessere comune.

Siamo tutti alla costante ricerca di serenità, ma siamo altrettanto quotidianamente confrontati con situazioni che ci mettono alla prova. In particolare sul luogo di lavoro, dove spesso passiamo la maggior parte del nostro tempo, ma anche in famiglia o fra amici, le possibili incomprensioni o la mancanza di fiducia in se stessi creano tensioni e malessere. Affrontare queste realtà di petto può essere controproducente. La soluzione può essere differente.

In Calendar People crediamo fermamente che attività meno tradizionali – più ludiche, ma allo stesso tempo professionali – possano portare a “sciogliere gli ingranaggi” con maggiore efficacia. Attività aziendali, o di condivisione con le persone care, possono aiutare a superare gli ostacoli.

Non solo. Queste attività possono essere anche più semplicemente splendide occasioni per divertirsi rafforzando lo spirito di gruppo e il senso di appartenenza. Questi momenti di condivisione possono essere considerati anche un valido regalo per ringraziare dipendenti e collaboratori. Allo stesso tempo possono animare occasioni di festa come addii al nubilato o pensionamenti.

QUANDO IL LUOGO DI BENESSERE È SUL POSTO DI LAVORO

Ha fatto molto discutere lo studio Axa Mind Health Study secondo il quale in Svizzera, lo scorso anno, una persona su sei si è assentata dal posto di lavoro a causa di problemi psichici. In nessun altro luogo come nel nostro paese la vita professionale incide sul benessere mentale tanto quanto la vita privata.

Disturbi del sonno, stress e stati d’ansia, senso di inutilità o difficoltà di concentrazione vengono collegati al clima che si vive sul posto di lavoro. Quasi un terzo degli interpellati dichiara quindi scarsa motivazione e quasi un quarto sta pensando di cambiare impiego.

In questa rubrica “Persone, luoghi, benessere” raccontiamo come vivere in modo differente il Ticino attraverso attività alternative, alla ricerca di serenità. Il luogo in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo è dove lavoriamo, perché non rendere anche questo ambiente più piacevole?

Il beneficio per i datori di lavoro non sarà solo relativo al clima aziendale. In Svizzera e in particolar modo in Ticino si investe ancora poco su questo aspetto, senza rendersi conto che le conseguenze sono importanti anche dal punto di vista economico.

Introdurre in azienda attività di gruppo può essere rivoluzionario. Un esempio è lo Yoga della risata. “Non dimenticherò mai quel dirigente arrivato vestito di tutto punto, anziché con abiti comodi come avevo suggerito, alla fine della sessione era in canottiera!”, spiega sorridendo Sonia Meneghini, insegnante certificata di Yoga della risata.

Sonia, in cosa consiste questa pratica?
Brevi, ma intense, sessioni di gruppo portano i collaboratori a diminuire il loro livello di stress fisico, mentale ed emotivo. Lasciarsi andare a delle risate per 15-20 minuti consecutivi, con piccoli intervalli di respirazione, può essere catartico. Tecniche di facilitazione aiutano anche i meno disinvolti, tutti ne saranno coinvolti.

Qual è il risultato?
Possiamo cambiare il nostro stato mentale in pochi minuti. La paura di esprimere le proprie emozioni scompare. Questa attività aiuta a ritrovare equilibrio emotivo e spirito positivo. Di conseguenza si riesce a cambiare il nostro approccio di fronte alle situazioni più difficili e a stabilire un miglior rapporto con chi ci sta attorno.

Perché accade questo?
La pratica giocosa permette di abbattere le costruzioni artificiose, ad esempio le gerarchie. In poco tempo, “sciogliamo gli ingranaggi”, si liberano gesti spontanei. Grazie alla risata si rilasciano le endorfine che portano a un atteggiamento mentale ottimista. Si favorisce così la comprensione e quindi uno spirito di squadra propositivo.

Quali riscontri abbiamo in azienda?
Una maggiore energia e una migliore comunicazione saranno il motore di tutto. I benefici saranno concreti sotto il profilo della produttività, della qualità e dei risultati. Persone serene e creative portano a un ambiente di lavoro più accogliente e stimolante.

Diminuiranno assenteismo e dimissioni?
Far capire che si ha a cuore la salute del proprio dipendente è importante. Possiamo far comprendere ai nostri collaboratori che non sono considerati un numero, ma persone importanti all’interno della nostra realtà aziendale. Motivazione, autostima e senso di appartenenza ne gioveranno.

Ne beneficerà anche la salute fisica?
Assolutamente. La risata è una ossigenazione profonda, un potente alleato per il sistema respiratorio e il sistema cardio-circolatorio, oltre che un antidoto contro gli sbalzi d’umore e la depressione. Le spalle leggere, la pancia rilassata, gli occhi diventano luminosi: una sorta di rinnovata lucidità e la percezione che non è tutto così complicato.

Possiamo cambiare il nostro sguardo?
Scegliere di ridere è un atto rivoluzionario: vuol dire alleggerire la propria vita, prendere le distanze e relativizzare, per essere poi centrati nell’affrontare vecchie e nuove sfide. Approcciarsi alla risata, al sorriso, significa darsi altre possibilità, altre visioni. Certo, ci vuole allenamento, ma la leggerezza che ne risulta è impagabile.

Quali sono i tuoi ricordi più belli?
Sono diverse le motivazioni per cui si sceglie di avvicinarsi a un corso o a una sessione di Yoga della risata. Penso a un signore che da poco aveva perso la moglie e con tanto coraggio si era messo in gioco, cercando di superare quel periodo difficile. Oppure una coppia, che è riuscita a ritrovare la reciprocità del sorriso. Non era scontato.

Che consiglio puoi darci per cominciare?
La pratica della risata si può esercitare in coppia, tra amici, colleghi, con persone che non conosciamo, ma anche da soli. Anche soltanto abbozzare un sorriso cambia la nostra chimica interna. Il semplice esercizio di chiudere gli occhi e sorridere, ci fa percepire subito il cambiamento interiore di stato, di attitudine, di predisposizione, di approccio.

TIPOLOGIA DI EVENTI

  • Attività tematica
  • Percorso formativo
  • Premi per risultati o anniversari
  • Cene e feste aziendali

TIPOLOGIA DI ESPERIENZE

  • Singola attività
  • Intera giornata
  • Ritiro su più giorni
  • Calendario di esperienze
  • Attività ripetuta nel tempo

ESPERIENZE SU MISURA PER VOI

  • Tutte le nostre proposte sono adatte alle diverse realtà aziendali, piccoli o grandi che siano.
  • Si possono svolgere in un locale al chiuso tanto quanto in natura.
  • Insieme, è possibile scegliere un tema base così come gli obiettivi dell’attività.
  • Ogni esperienza può essere personalizzata a seconda delle esigenze dei partecipanti.
  • L’attività di gruppo può essere seguita da una serie di sessioni individuali.

CREIAMO INSIEME UN CALENDARIO DI ATTIVITÀ

  • Analisi degli obiettivi
  • Scelta delle attività
  • Programmazione delle date
  • Supporto iscrizioni online
  • Report partecipazione

MAGGIORI INFORMAZIONI

Questa formula è particolarmente adatta per aziende di grandi dimensioni, o dove, in particolare, la produzione è continua e quindi non è possibile l’assenza di tutti i collaboratori contemporaneamente.

Proponendo differenti esperienze in date diverse, creando quindi un calendario privato di attività, è possibile far partecipare a ogni incontro solo alcuni dei dipendenti dei diversi reparti, così da non lasciare mai un settore scoperto.

Rispondendo a un aspetto funzionale, si abbraccia un obiettivo importante: la maggiore conoscenza fra colleghi che solitamente non condividono l’orario di lavoro, ma che possono comunque entrare in contatto all’interno dell’azienda.

LE NOSTRE PROPOSTE

Una sola attività o un calendario di incontri, con Calendar People è possibile scegliere fra diverse proposte, tutte personalizzabili. Nelle schede che seguono puoi trovare le nostre attività più gettonate. Preferisci altre esperienze? Le troviamo insieme. Per noi sarà un piacere essere al tuo fianco.

La risata è fonte di energia, porta calore e colore, è contagiosa. La leggerezza e l’autenticità del sorriso, la sua forza di connessione, rinnoveranno il nostro sguardo e la voglia di stare insieme, con nuova gioia e spensieratezza.

  • Attività breve: 1,5h
  • Possibile un singolo incontro.
  • L’attività può essere ripetuta con cadenza regolare.

Lingue: Italiano – Francese
Numero partecipanti: min 8 – max 15

MAGGIORI INFORMAZIONI

Lo Yoga della risata è una pratica giocosa con cui si abbattono le costruzioni artificiose, le gerarchie. In poco tempo si liberano le emozioni e i gesti spontanei. Grazie alla risata si rilasciano le endorfine che portano a un atteggiamento mentale positivo e ottimista. Si favorisce così la comunicazione interpersonale e quindi uno spirito di squadra propositivo.

L'INTERVISTA - UNA GRANDE RISATA DI GRUPPO “PER UN PIENO DI ENDORFINE”

UNA GRANDE RISATA DI GRUPPO “PER UN PIENO DI ENDORFINE”

“Ricordo un dirigente. Era arrivato vestito di tutto punto, anziché in abiti comodi come suggerito. Alla fine della sessione era in canottiera. Durante la meditazione finale si è pure addormentato!”, spiega sorridendo Sonia Meneghini, insegnante certificata di Yoga della risata.

Lo Yoga della risata è proprio questo: grazie a una pratica giocosa si abbattono le costruzioni artificiose, le gerarchie. In poco tempo, si liberano le emozioni e i gesti spontanei. Grazie alla risata si rilasciano le endorfine – chiamate anche “ormoni del benessere” – che portano a un atteggiamento mentale positivo e ottimista. Si favorisce così la comunicazione interpersonale e quindi uno spirito di squadra propositivo.

Sonia, ma è davvero così efficace?
Con piccole quanto intense sessioni di gruppo i collaboratori sentiranno diminuire il loro livello di stress fisico, mentale ed emotivo. Ridere per 15-20 minuti consecutivi, con brevi intervalli per la respirazione yoga, è catartico. Anche con un solo incontro si trova beneficio per tutta la giornata.

Come la mettiamo con il timore di vergognarsi?
Può sembrare difficile ridere senza un motivo, ma ci sono tecniche di facilitazione, è un meccanismo non aggressivo e adatto a tutti. Mentre si gioca la propria personalità va in secondo piano, prendono piede la gioia, la creatività e la spontaneità, si torna un po’ bambini.

È c’è quindi un risultato immediato?
Sì, è possibile cambiare il proprio stato mentale in pochi minuti. La paura di esprimere le proprie emozioni scompare. Lo spirito positivo ci porta poi a cambiare il nostro approccio anche di fronte alle situazioni più scomode o difficili.

Si raggiunge uno stato di maggiore benessere?
È una pratica che aiuta a ritrovare l’equilibrio emotivo. Di conseguenza si riesce a stabilire un miglior rapporto anche con chi ci sta attorno, sul luogo di lavoro, dove passiamo così tante ore, ma anche a casa.

Quale riscontro abbiamo in azienda?
Persone serene e creative portano a un ambiente di lavoro più accogliente e stimolante. Una maggiore energia e una migliore comunicazione saranno il motore di tutto. I benefici saranno concreti sotto il profilo della produttività, della qualità e dei risultati.

“Chi ride insieme, lavora insieme” – John Cleese

L'INTERVISTA - RIDERE, PER UNO SGUARDO DIVERSO SUL MONDO

Introdurre in azienda attività di gruppo può essere rivoluzionario. Un esempio è lo Yoga della risata. “Non dimenticherò mai quel dirigente arrivato vestito di tutto punto, anziché con abiti comodi come avevo suggerito, alla fine della sessione era in canottiera!”, spiega sorridendo Sonia Meneghini, insegnante certificata di Yoga della risata.

Sonia, in cosa consiste questa pratica?
Brevi, ma intense, sessioni di gruppo portano i collaboratori a diminuire il loro livello di stress fisico, mentale ed emotivo. Lasciarsi andare a delle risate per 15-20 minuti consecutivi, con piccoli intervalli di respirazione, può essere catartico. Tecniche di facilitazione aiutano anche i meno disinvolti, tutti ne saranno coinvolti.

Qual è il risultato?
Possiamo cambiare il nostro stato mentale in pochi minuti. La paura di esprimere le proprie emozioni scompare. Questa attività aiuta a ritrovare equilibrio emotivo e spirito positivo. Di conseguenza si riesce a cambiare il nostro approccio di fronte alle situazioni più difficili e a stabilire un miglior rapporto con chi ci sta attorno.

Perché accade questo?
La pratica giocosa permette di abbattere le costruzioni artificiose, ad esempio le gerarchie. In poco tempo, “sciogliamo gli ingranaggi”, si liberano gesti spontanei. Grazie alla risata si rilasciano le endorfine che portano a un atteggiamento mentale ottimista. Si favorisce così la comprensione e quindi uno spirito di squadra propositivo.

Quali riscontri abbiamo in azienda?
Una maggiore energia e una migliore comunicazione saranno il motore di tutto. I benefici saranno concreti sotto il profilo della produttività, della qualità e dei risultati. Persone serene e creative portano a un ambiente di lavoro più accogliente e stimolante.

Diminuiranno assenteismo e dimissioni?
Far capire che si ha a cuore la salute del proprio dipendente è importante. Possiamo far comprendere ai nostri collaboratori che non sono considerati un numero, ma persone importanti all’interno della nostra realtà aziendale. Motivazione, autostima e senso di appartenenza ne gioveranno.

Ne beneficerà anche la salute fisica?
Assolutamente. La risata è una ossigenazione profonda, un potente alleato per il sistema respiratorio e il sistema cardio-circolatorio, oltre che un antidoto contro gli sbalzi d’umore e la depressione. Le spalle leggere, la pancia rilassata, gli occhi diventano luminosi: una sorta di rinnovata lucidità e la percezione che non è tutto così complicato.

Possiamo cambiare il nostro sguardo?
Scegliere di ridere è un atto rivoluzionario: vuol dire alleggerire la propria vita, prendere le distanze e relativizzare, per essere poi centrati nell’affrontare vecchie e nuove sfide. Approcciarsi alla risata, al sorriso, significa darsi altre possibilità, altre visioni. Certo, ci vuole allenamento, ma la leggerezza che ne risulta è impagabile.

Quali sono i tuoi ricordi più belli?
Sono diverse le motivazioni per cui si sceglie di avvicinarsi a un corso o a una sessione di Yoga della risata. Penso a un signore che da poco aveva perso la moglie e con tanto coraggio si era messo in gioco, cercando di superare quel periodo difficile. Oppure una coppia, che è riuscita a ritrovare la reciprocità del sorriso. Non era scontato.

Che consiglio puoi darci per cominciare?
La pratica della risata si può esercitare in coppia, tra amici, colleghi, con persone che non conosciamo, ma anche da soli. Anche soltanto abbozzare un sorriso cambia la nostra chimica interna. Il semplice esercizio di chiudere gli occhi e sorridere, ci fa percepire subito il cambiamento interiore di stato, di attitudine, di predisposizione, di approccio.

Attraverso la forma, le linee e le impronte digitali delle nostre mani possiamo conoscere le nostre caratteristiche personali, valorizzando l’unicità di ognuno. Stuzzichiamo la nostra curiosità, riusciremo a stupire anche i più scettici.

  • Attività breve: 2h
  • Attività di giornata: 6h
  • Attività individuale: 1h
  • Intrattenimento aperitivo: 2h
  • Conferenze interattive
  • Team building
  • Animazione durante eventi aziendali
  • Consulenze individuali

Lingue: Italiano – Tedesco
Numero partecipanti: min 2 – max 20 persone

MAGGIORI INFORMAZIONI

L’Analisi delle mani è una scienza empirica che ci permette di guardare con una nuova consapevolezza noi stessi e il prossimo, valorizzando ogni individuo e migliorando le relazioni interpersonali. All’interno di un gruppo ne gioveranno la comprensione reciproca, la comunicazione, l’armonia e la collaborazione.

Non si prevede il futuro. Attraverso la forma, le linee e le impronte digitali delle nostre mani possiamo conoscere le nostre caratteristiche personali, punti di forza e sfide. Stuzzichiamo la nostra curiosità, riusciremo a stupire anche i più scettici.

L'INTERVISTA - GUARDIAMOCI LE MANI: ECCO LA NOSTRA UNICITÀ NEL GRUPPO

GUARDIAMOCI LE MANI: ECCO LA NOSTRA UNICITÀ NEL GRUPPO

Curiosità, ma anche scetticismo, paura e preoccupazione, si trasformano in consapevolezza, scoperta, arricchimento, accettazione. L’analisi delle mani è uno strumento ancora poco conosciuto, che raramente lascia indifferenti. L’entusiasmo appare sul volto anche di chi inizialmente era più restio.

Le mani sono una delle parti del corpo più sollecitate nelle attività quotidiane, ma pochi sanno che sono anche un prezioso strumento di conoscenza di sé. Una scienza empirica che analizza in modo oggettivo la geografia della mano (chirognomia), le linee e i segni del palmo (chiromanzia) e le impronte digitali, uniche e immutabili per tutta la vita.

“Ogni essere umano è unico e le mani mostrano concretamente questo complesso sistema – spiega Federica Keller, analista certificata – leggere le mani permette di essere riconosciuti nella propria unicità. Non possiamo essere diversi da ciò che siamo: ognuno ha il suo temperamento, la sua personalità, le sue qualità, così come le sue sfide. Nessun giudizio, solo una maggiore consapevolezza per affrontare le dinamiche personali e di gruppo con più lucidità”.

Federica, perché fare l’analisi delle mani in gruppo?
Comprendere che siamo tutti diversi, con bisogni, dinamiche e caratteristiche uniche è importante. Ciò che può essere facile per l’uno, può essere la più grande sfida per l’altro, e viceversa. “Funzioniamo” tutti in modo diverso, comprenderlo porta a una maggiore accettazione, armonia e apertura. Fra colleghi, in particolare, più supporto e collaborazione. Si tratta di un’occasione di scoprirsi diversamente rispetto a quelle che sono le frenetiche dinamiche lavorative di tutti i giorni.

Che atmosfera si respira durante gli incontri?
Durante gli incontri si crea complicità: c’è curiosità di vedere le proprie mani e di scoprire quelle degli altri, confrontarsi, interrogarsi. Sicuramente è un momento che apre a riflessioni personali e collettive. Le domande non mancano mai. Le mani uniscono metaforicamente e realmente. Poter esprimere le proprie caratteristiche naturali, aumenta la propria autostima e ci si sente al proprio posto.

Come coinvolgere anche i più scettici?
L’approccio della chirologia è molto esperienziale, dopo alcune semplici nozioni si osservano subito le mani e si può avere un riscontro immediato. Si tratta di una tecnica molto logica e oggettiva. Non è questione di credere o non credere, anzi, quello che dico sempre è: prendi, porta a casa e fai le tue considerazioni.

C’è il rischio di dover affrontare tematiche molto personali?
Dalle esperienze avute, sebbene all’inizio ci sia la paura di essere “nudi” davanti ai colleghi, alla fine si crea un’atmosfera molto distesa, dove ognuno può esprimersi per ciò che è. Anche chi ha qualche timore in più sul fatto che la cosa sfoci in qualcosa di troppo intimo solitamente mi confida di non essersi sentito a disagio.

Che utilità per un’azienda?
Se all’intraprendente voglio mettere troppi paletti si sentirà soffocare, se l’insicuro deve assumersi troppe responsabilità sarà sopraffatto. Oppure, come scegliere un leader? Riconoscere e rispettare le qualità di ognuno porta a fissare degli obiettivi realizzabili, questo aiuta il collaboratore a sentirsi compreso e supportato e all’azienda ad avere personale felice e produttivo.

L'INTERVISTA - “SIAMO UNICI E SPECIALI, COME LE VARIETÀ DI CASTAGNO”

“SIAMO UNICI E SPECIALI, COME LE VARIETÀ DI CASTAGNO”

Percorrendo la Via del Ceneri ci si imbatte in una successione di selve castanili. Il valore storico e ambientale di questi luoghi è avvolgente. “I castagneti da frutto tradizionali sono composti da alberi di differente varietà, ognuna con caratteristiche morfologiche e funzionali proprie. Questa diversità costituisce la chiave del successo di questo tipo di gestione che per molti secoli ha rappresentato per le popolazioni locali una primaria fonte di sostentamento”, ci spiega Marco Conedera, ingegnere forestale presso l’Istituto Federale di Ricerca WSL di Cadenazzo.

“Non è molto diverso da quello che accade fra le persone, ognuno porta il suo contributo nel gruppo grazie alle sue caratteristiche uniche e speciali”, interviene Federica Keller, che con Conedera ha intrapreso un percorso di studio nell’ambito dell’analisi delle mani.

Marco, perché nella selva castanile possiamo trovare un sistema vincente?
In Ticino è stato verificato che ogni famiglia arrivava a utilizzare almeno cinque diverse varietà di castagno. L’esigenza di una tale diversificazione era data dalla necessità ad esempio di poter estendere il periodo della raccolta dei suoi frutti, iniziando dalle castagne primaticce e finendo con quelle tardive, e di ottimizzarne l’utilizzo in funzione delle caratteristiche dei frutti: varietà da utilizzare fresche, arrostite o bollite, da essiccare e macinare o quale foraggio per animali. La struttura produttiva per l’autosostentamento era quindi basata sulla massimizzazione delle potenzialità dell’albero, a cui andavano ad aggiungersi prodotti secondari come il pascolo, la lettiera, il miele ecc.

Che insegnamento possiamo trarre?
La natura è una grande maestra. Possiamo capire come non esiste un buono o un cattivo a priori. Ognuno porta le sue caratteristiche nel mondo, dando a suo modo un contributo di valore. L’importante è non cadere nell’eccesso e negli estremismi. Per quanto riguarda le persone, noi vediamo queste differenti caratteristiche nella morfologia delle mani. Così come ogni varietà di castagno è riconoscibile a partire dai tratti morfologici esterni, anche il nostro modo di essere si manifesta sia nella forma e nelle linee delle mani, sia nelle impronte digitali. Come in ogni ambito, la possibilità di accedere a queste informazioni è data dalla conoscenza del linguaggio di codifica.

Federica, qual è il vostro messaggio?
Non possiamo essere diversi da chi siamo. Ogni individuo dà il meglio di sé solo quando può vivere il suo tipo, sentendosi per prima cosa in risonanza con sé stesso. Trovando il nostro equilibrio possiamo vivere al meglio anche con gli altri. Accettando le proprie e le altrui inclinazioni è possibile relazionarsi con gli altri con spontaneità e senza snaturarsi.

Non è facile…
La società di oggi, caratterizzata da stereotipi e poca apertura verso il diverso, mette in difficoltà le persone, soprattutto i più giovani, che devono ancora trovare la loro identità nel gruppo. Le diversità non vengono viste come opportunità, ma come un difetto. L’analisi delle mani permette, tra le altre cose, di decifrare il proprio tema di vita e il proprio potenziale e come questi possono essere integrati nella vita familiare, sociale e lavorativa.

Marco, l’analisi delle mani è una disciplina che suscita grande scetticismo.
Si tratta di un sapere molto antico che negli anni ‘70 negli Stati Uniti è stato verificato e attualizzato da Richard Unger, grazie a degli studi comparativi sul campo e con l’aggiunta della decodifica delle impronte digitali. Io e Federica, che arriviamo da percorsi lavorativi scientifici e commerciali, abbiamo apprezzato questa disciplina perché è continuamente verificabile in base all’evidenza empirica e ai riscontri oggettivi delle esperienze che facciamo.

Federica, vi chiedono spesso se leggete il futuro?
Praticamente sempre (ride, ndr), ma non ce ne occupiamo e nemmeno diamo indicazioni sullo stato di salute. Noi aiutiamo nella conoscenza di sé. Difficilmente diciamo alle persone cose che nel profondo non sanno già. Semplicemente aiutiamo a portare a galla queste sensazioni e a dare loro una collocazione logica, che le rende più facilmente comprensibili e accettabili. In definitiva invitiamo solamente le persone a fidarsi di ciò che sentono. Non è mai troppo tardi: anche chi è meno giovane, grazie a questo riscontro, può trovare maggiore pace con la propria vita vissuta.

Grazie alle campane tibetane e al gong potremo rilassarci e ritrovare il nostro equilibrio energetico, fisico ed emozionale. Nel caso, una prima parte ludica aiuterà a rompere il ghiaccio e a creare la giusta confidenza e atmosfera.

  • Attività breve: 1h
  • Attività di giornata: 2h30
  • Attività individuale: 50 minuti
  • Possibile un singolo incontro
  • L’attività può essere ripetuta con cadenza regolare

Lingue: Italiano – Francese
Numero partecipanti: min 5 – max 10 persone

MAGGIORI INFORMAZIONI

Siamo fatti per buona parte di acqua, per questo le onde sonore fanno vibrare il nostro corpo come fosse un insieme di goccioline, stimolando ogni cellula di cui siamo fatti, qualcosa di delicato e potente allo stesso tempo. La vibrazione porta a riequilibrare il corpo e la mente, stimola l’eliminazione di tossine e la rigenerazione delle cellule. L’effetto più comune è una sensazione di benessere, rilassamento e lucidità.

Questi strumenti terapeutici sono adatti a tutti, bambini, adulti e anziani, anche in presenza di patologie come supporto – e non sostituzione – alle cure.

L'INTERVISTA - GIOCHIAMO E VIBRIAMO PER EVITARE IL BURNOUT

“Si tratta di qualcosa di delicato e potente allo stesso tempo, di sicuro uno strumento sottovalutato”. Descrive così il Bagno sonoro Beatrice Bindella. Grazie alle vibrazioni delle sue campane tibetane e del suo gong l’operatrice olistica porta un nuovo equilibrio per il corpo e la mente, stimolando l’eliminazione di tossine e rinforzando il sistema immunitario. L’effetto più comune di questa pratica è una sensazione di benessere, rilassamento e lucidità.

Beatrice, come è possibile questo?
Siamo fatti per buona parte di acqua, per questo le onde sonore fanno vibrare il nostro corpo come fosse un insieme di goccioline. Con le frequenze che si sviluppano delle campane tibetane e dal gong possiamo stimolare ogni cellula di cui siamo fatti, in profondità.

La pratica invita a fermarsi.
Abbiamo tutti bisogno quantomeno di rallentare, non siamo più abituati a respirare. Le campane aiutano a farti staccare, a non pensare già al domani. Si crea un tempo sospeso. Un momento tutto per noi. Ci sono reazioni emotive oppure chi vede dei colori, chi sente il corpo leggerissimo o chi si sente in una bolla tanto che nulla può disturbarlo.

In che misura entra in gioco la parte ludica?
Prima di rilassarsi, nelle aziende propongo attività che portano a rompere gli schemi. Questo primo momento non solo invita alla condivisione, ma comincia anche ad aiutare la persona a rilassarsi, così che quando arriverà il momento delle campane tibetane il gruppo sarà già predisposto, senza troppa vergogna.

Cosa accade durante i giochi?
I colleghi riusciranno a conoscersi meglio, a fare squadra. Tutelando sempre l’intimità di ognuno, si crea una connessione profonda. Oltre a questo ogni partecipante riuscirà a prendere maggiore contatto anche con se stesso. Il gioco è un secondo strumento sottovalutato.

Qual è l’obiettivo?
Nella società in cui viviamo il rapporto umano verso i colleghi è molto sacrificato perché non c’è il tempo per approfondire le conoscenze. Questo va a discapito della qualità lavorativa, ma non solo. Sentirsi parte di una comunità, è una percezione di cui abbiamo bisogno che ci fa star bene e ci aiuta ad affrontare le difficoltà più serenamente. Creare un ambiente lavorativo umano e “leggero” e prendere coscienza di noi stessi è fondamentale per prevenire stressanti situazioni che potrebbero portare al burnout.

L'INTERVISTA - FACCIAMO VIBRARE CORPO ED EMOZIONI, LE CAMPANE TIBETANE

Siamo fatti per buona parte di acqua, per questo le onde sonore fanno vibrare il nostro corpo come fosse un insieme di goccioline. Con le frequenze che si sviluppano delle campane tibetane possiamo stimolare ogni cellula di cui siamo fatti, “si tratta di qualcosa di delicato e potente allo stesso tempo – commenta Beatrice Bindella, operatrice olistica che propone riflessologia plantare cromatica, reiki e massaggi sonori – di sicuro uno strumento sottovalutato”.

Beatrice, quali sono i benefici di questa pratica?
La vibrazione porta a riequilibrare il corpo e la mente, stimola l’eliminazione di tossine e la rigenerazione delle cellule. L’effetto più comune è una sensazione di benessere, rilassamento e  lucidità.

E gli effetti meno comuni?
Il massaggio interno lavora in profondità e, se vi sono, possono essere portate a galla emozioni negative, magari somatizzate. Non è facile, ma è importante elaborarle per stare meglio. Se si piange è solo liberatorio! Dobbiamo concederci di vivere qualsiasi sensazione.

Come possiamo farlo?
Il mio momento preferito è la condivisione finale. Abbiamo bisogno di confrontarci, siamo animali sociali. Possiamo capire di non essere soli e che sentiamo qualcosa che può essere familiare anche ad altre persone, magari sconosciute. Può esserci timidezza, ma un volta butatto fuori si sta meglio, non servono spiegazioni.

Cosa ti viene raccontato più spesso?
Abbiamo tutti bisogno di rallentare, non siamo più abituati a respirare. Le campane aiutano a farti staccare, a non pensare già al domani. Si crea un tempo sospeso. Un momento tutto per noi. Ci sono reazioni emotive oppure chi vede dei colori, chi sente il corpo leggerissimo o chi si sente in una bolla tanto che nulla poteva disturbarlo.

Qual è il tuo messaggio?
Anche attraverso i mantra, che non vogliono essere religiosi, invito a capire come possiamo aiutarci con semplicità. Possiamo passare dalla paura alla liberazione, alla pace e alla serenità.

PUNTI DI FORZA – SENZA FAR NULLA, EFFETTO PROLUNGATO
Per godere di questa pratica non solo non servono conoscenze pregresse, ma durante l’incontro non si deve fare proprio nulla, se non sdraiarsi e rilassarsi. Il massaggio è adatto a tutti, anche a chi ha problemi fisici o motori. Potrebbe sembrare poco efficace, invece il suo effetto continua anche nelle ore e nei giorni successivi.

LA PRATICA – UN SUONO CHE CI DA PIACERE
Ogni suono o musica può farci bene. Scegli qualcosa che ti dona piacere. Non è necessario fare gli schizzinosi, puoi cercare il suono delle campane anche su youtube (per isolarsi meglio si possono usare le cuffiette), oppure puoi trovare degli strumenti come i koshi, carillon di vento. Rilassati e lascia che il suono entri dentro di te.

L’ESPERIENZA – UN BRIVIDO PER SCIOGLIERMI
Non mi sono fatta molte domande, ho colto l’occasione di ritagliare un momento tutto per me. Mi sono affidata alle campane tibetane e mi sono fatta cullare dal loro suono ipnotico. Mi sono rilassata e il mio corpo ha reagito con dei brividi e degli stiracchiamenti involontari che mi hanno fatto sciogliere tutte le tensioni.

Insieme, attraverso il movimento guidato con la musica, la libera espressione, l’ascolto e il rilassamento, risvegliamo l’energia del corpo, sciogliamo le tensioni e diventiamo più flessibili, più espressivi e più aperti alla vita, divertendoci.

  • Attività breve: 1h30
  • Attività di giornata: 2h30
  • Possibile un singolo incontro.
  • L’attività può essere ripetuta con cadenza regolare.

Lingue: Italiano – Tedesco
Numero partecipanti: min 6 – max 15 persone

MAGGIORI INFORMAZIONI

Rio Abierto, in italiano “fiume aperto”, è un nome che richiama il flusso della vita che si apre. Rio Abierto è un lavoro di gruppo, con un approccio semplice ed esperienziale. Favorisce la comunicazione interpersonale, anche quella non verbale, aumenta la nostra sensibilità, la capacità d’ascolto e il coinvolgimento verso se stessi e verso gli altri.

Può essere scelto un tema e/o un obbiettivo specifico. Possibile anche con persone con difficoltà motorie.

L'INTERVISTA - RIO ABIERTO, UN MOVIMENTO LIBERO CHE PORTA GIOIA

“La vita non è prevedibile: talvolta è caotica, altre volte è piacevole e poi di colpo diventa ostica e difficile. La vita è come un fiume – con queste parole Silvana Marzari, insegnante di Rio Abierto, spiega quanto è profonda questa pratica – ‘Per arrivare all’oceano bisogna andarci come fiume’, ci insegna Thich Nhat Hanh”.

Silvana, cosa significa Rio Abierto?
In italiano “fiume aperto”, è un nome che richiama il flusso della vita che si apre. Nasce in Argentina negli anni ’50 con l’obiettivo di integrare il corpo in un processo di crescita, favorendo al massimo l’espressione delle nostre potenzialità. Nella nostra società si dà più importanza alla mente che al corpo.

Perché dobbiamo porre più attenzione al corpo?
Non va considerato come un elemento staccato, è un tutt’uno con le emozioni e la mente. Quando un corpo è elastico, sciolto, sano, anche gli altri elementi hanno il loro beneficio e stanno meglio.

Cosa accade durante un bodywork?
Insieme, attraverso il movimento guidato con la musica, la libera espressione, l’ascolto e il rilassamento risvegliamo l’energia del corpo e diventiamo, di volta in volta, più luminosi, più flessibili e più disponibili al cambiamento. Anche a livello emotivo e mentale. Il cambiamento è più veloce di quello che si può immaginare.

Come si svolge una pratica?
Una prima parte prevede un movimento guidato, in cerchio, con la musica. Poi si lascia spazio alla libera espressione. La musica è un elemento fondamentale, è il nostro mezzo. Più variata è e meglio sarà, anche nella stessa sessione. Ci divertiamo. L’energia che si sprigiona nel gruppo è sorprendente e ogni volta diversa.

Lo scambio è fondamentale.
Esatto. In Ticino si è formato un gruppo ora composto da quattro insegnanti unite dalla passione per questa disciplina. Ognuna di noi propone i suoi incontri settimanali – io anche in natura, spesso al Parco della Pace, a Locarno – altre volte organizziamo esperienze insieme. Non tralasciamo nemmeno le trasferte, come i fine settimana sul Lucomagno o le vacanze a Ischia. Rio Abierto si può praticare ovunque.

PUNTI DI FORZA – VERSATILITÀ E SINTONIA
“Non si perde l’entusiasmo perché è una pratica creativa – non ci sono passi prefigurati – e versatile”. Possono partecipare tutti, non ci sono livelli o competizioni, nemmeno età non adatte. La forza è il gruppo, nel quale si crea un grande senso di sintonia e solidarietà, ti senti più vicino e più aperto verso il prossimo. “Siamo tutti diversi, ma ci riscopriamo tanto simili”.

LA PRATICA – UNA MUSICA CHE RISUONA
“Non promettiamo nulla, entriamo in dialogo con il corpo, sentiamo l’energia e ci divertiamo”. Se pratichi regolarmente il tuo atteggiamento cambia. Più ti muovi e più ti diverti e ti rendi conto di essere più sensibile e presente. Scegli le musiche che sono in risonanza con il tuo corpo – che lo risvegliano e lo aprono – e balla con gioia!

L’ESPERIENZA – SODDISFAZIONE E ALLEGRIA
Si risvegliano e percepiscono parti del nostro corpo che non sollecitiamo abitualmente. Possiamo relazionarci con il corpo attraverso un dialogo diverso. Lo ascoltiamo, con semplicità, quasi senza accorgerci. Con soddisfazione senti che lavora e in più ti diverti tantissimo. L’allegria e il coinvolgimento sono assicurati.

Facciamo fluire le emozioni bloccate e represse, dando loro un’espressione creativa attraverso il canto. Rilassiamo corpo e mente per una maggiore sicurezza nell’esprimerci e nel porci fisicamente nel e di fronte al gruppo.

  • Attività breve: 3h
  • Attività di giornata: 5h
  • Attività individuale: 1/2h / 1h

Lingue: Italiano – Tedesco – Inglese
Numero partecipanti: min 6 – max 15 persone

MAGGIORI INFORMAZIONI

Cantare è sano perché attiva tutti i centri energetici del corpo ed è una valvola fantastica, non solo per far fluire le emozioni inceppate e represse, ma anche per dare loro un’espressione creativa. Attraverso esercizi coinvolgenti e tanta ironia aumentiamo la fiducia, l’autostima e lo spirito di gruppo.

L'INTERVISTA - INCANTIAMOCI: CANTARE IN GRUPPO E' TERAPEUTICO

Cantare non è mero virtuosismo tecnico, è un’attività molto sana che attiva tutti i centri energetici del corpo. È una valvola di sfogo fantastica, non solo per far fluire le emozioni inceppate e represse, ma anche per dare loro un’espressione creativa. Tutto questo è racchiuso nell’esperienza Incantiamoci, ovvero “la possibilità di esprimersi senza essere perfetti – spiega la cantante e coach Karin Hochapfel – ognuno scopre la propria voce giocando, con leggerezza e gioia, senza giudizio. Insieme, attraverso esercizi coinvolgenti e tanta ironia, aumentiamo la fiducia, l’autostima e lo spirito di gruppo”.

Karin, di quali esercizi si tratta?
Usiamo tecniche classiche per capire come si riproduce il suono, cosa succede nel corpo. Si tratta di esercizi molto basilari, che si possono ripetere anche da soli a casa. Il concetto va poi oltre, ci liberiamo della timidezza o dal preconcetto “non sono capace”. È terapeutico.

Quali canzoni si sperimentano?
Le più semplici. Si tratta di canti antichi, di canzoni etniche, non popolari, come quelle polinesiane o africane. Il fatto di non conoscerne la lingua è un vantaggio. Quando pronunciamo frasi di cui non sappiamo il significato siamo più spensierati e il tutto viene più facilmente a coscienza. 

C’è maggiore consapevolezza?
Sì, portiamo a galla anche come stiamo. Qui subentra l’approccio olistico: l’uso della voce riflette il nostro stato d’animo. Che può cambiare sempre. L’arte è essere padroni di questa consapevolezza, non sono i virtuosismi. Liberando i nostri blocchi, con spensieratezza e presenza, possiamo avere uno slancio creativo.

Su quali blocchi possiamo lavorare?
Riuscire a liberare il fisico dalle costrizioni è basilare. Sblocchiamo i punti neurologici che si chiudono: piedi, bacino, spalle, mascella. Se riusciamo a sentirli, in modo rilassato, consapevole, possiamo essere coscienti del nostro strumento. Questo aiuta anche a porci fisicamente con maggiore sicurezza nel gruppo, indipendentemente dal canto.

Che valore aggiunto porta il gruppo?
Il bello è che nessuno si deve esporre, non è necessario essere protagonisti, ma allo stesso tempo ognuno dà il suo contributo, sperimentato come vuole e come può. Il singolo viene supportato, ma attivamente. Questo crea un clima di grande fiducia generale, si impara a stare con gli altri in modo rispettoso, senza giudizio.

L’assenza di giudizio è fondamentale.
Solo nella massima libertà e spensieratezza fisica ed emotiva, senza giudicare te stesso e gli altri, puoi davvero sperimentare e creare, con la gioia della scoperta. E se si sbaglia? Ben venga una bella risata tutti insieme.

La natura non è solo un luogo da visitare, siamo costituiti dai suoi stessi elementi. In particolare, gli alberi sono uno strumento unico per entrare in contatto con la nostra vera essenza, insegnanti che possono aiutarci a ritrovare il giusto equilibrio.

  • Attività breve: 2h
  • Attività di giornata: 6h
  • Attività individuale: 1h

Lingue: Italiano – Inglese
Numero partecipanti: min 6 – max 15 persone

MAGGIORI INFORMAZIONI

L’importanza dei luoghi energetici. Quando si sta bene in uno spazio è perché, anche senza accorgercene, percepiamo qualcosa. La risposta di ognuno è differente. Se per le forme e i colori abbiamo qualcosa di concreto su cui appoggiare lo sguardo, per avvertire le linee energetiche bisogna sicuramente avere una sensibilità ulteriore, oppure essere guidati.

L'INTERVISTA - "ECCO COME TROVARE I LUOGHI CHE VI FANNO STARE BENE"

Cristina Calderari, esperta di luoghi energetici, trova nella natura una guida che può aiutarci a vivere meglio ogni giorno “Se ti posizioni sopra la croce di fianco alla fonte battesimale senti una grande energia”. Questo è l’invito di Cristina Calderari sulla soglia del battistero di Riva San Vitale. Classe 1965, nata a Sorengo e residente a Mendrisio, Cristina va alla scoperta di luoghi energetici. Formazione nel settore commerciale, ora si occupa di terapie in natura e riflessologia olistica.

Cristina, come ti sei avvicinata a questo mondo?
Ho maturato dopo i 40 anni questa sensibilità. È stato un percorso graduale, iniziato dopo alcuni momenti bui e dolorosi della mia vita. Quello che ha dato sollievo alla mia salute è diventato una passione sempre più profonda.

Dove ti sta portando questo cammino?
Negli anni ho capito che in natura tutto è più immediato. Studio in particolare gli alberi, non siamo molto diversi da loro. Conoscendo i benefici che ci possono dare, possono essere un alleato nei processi di guarigione.

Questo tuo cambiamento è stato ben accolto?
In principio attorno a me ho sentito tanto scetticismo. Le resistenze interiori e la paura del giudizio mi hanno accompagnata per diverso tempo, ma oggi sono felice di offrire alle persone ciò che ha cambiato la mia vita. Ho capito che solo così avrei potuto vivere in modo autentico.

Perché siamo al battistero di Riva San Vitale?
Questo è considerato il più antico edificio cristiano ancora interamente conservato in Svizzera. Risale agli anni attorno al 500. È un luogo accogliente. A farci star bene sono le vibrazioni che ci arrivano dai colori, dalle forme, dai materiali, dalle energie sottili… L’ottagono, tipico dei battisteri, è per eccellenza la forma armonica, porta unità.

Perché stiamo meglio in un luogo piuttosto che in un altro?
Quando si sta bene in uno spazio è perché, anche senza accorgercene, percepiamo qualcosa. La risposta di ognuno è differente. Se per le forme e i colori abbiamo qualcosa di concreto su cui appoggiare lo sguardo, per avvertire le linee energetiche presenti nel battistero bisogna sicuramente avere una sensibilità ulteriore, oppure essere guidati.

Parlare di linee energetiche spesso suscita diffidenza.
È vero, siamo abituati a credere solo a ciò che vediamo e tocchiamo. Noi, però, siamo molto di più di un corpo fisico, siamo anche un corpo energetico. I nostri antenati avevano questa capacità di percepire molto sviluppata, infatti la maggior parte dei luoghi sacri sono costruiti in posti dove queste energie sono molto forti. Sono misurabili con diversi strumenti.

Possiamo recuperare questa sensibilità?
Certo. Propongo diverse passeggiate consapevoli per far riscoprire ciò che ci circonda. Questa abilità la possiamo poi utilizzare nel quotidiano, dando fiducia alle nostre sensazioni e intuizioni. Questo cipermette di essere più in contatto con noi stessi e con gli altri.

Perché gli alberi sono così importanti?
Crescono senza condizionamenti. Da loro possiamo imparare una lezione fondamentale: essere ciò che siamo. Attraverso i nostri sensi possiamo entrare in risonanza con le loro caratteristiche. Possiamo cogliere la leggerezza della betulla o la forza della quercia. Dati medici alla mano, è scientificamente provato che le esperienze nei boschi migliorano il nostro benessere.

Nella Svizzera italiana c’è attenzione per tutto questo?
C’è sempre maggiore interesse. È un momento di riscoperta. Invito tutti a prendersi del tempo per sé stessi e a mettersi in osservazione. Scoprite le caratteristiche di ciò che vi circonda, vi sentirete parte del luogo che vi ospita. Di volta in volta, troverete sollievo quando avvertirete le qualità di cui avete bisogno.

Grazie alle mani in appoggio sul nostro corpo, con questa antica pratica giapponese attiviamo i flussi energetici che ci portano equilibrio a livello fisico, mentale ed emozionale. Un semplice quanto potente strumento di auto aiuto quotidiano.

  • Attività breve: 1h15 min
  • Attività di giornata: 6h
  • Attività individuale: 1h
  • Possibile un singolo incontro.
  • L’attività può essere ripetuta con cadenza regolare.

Lingue: Italiano – Francese
Numero partecipanti: min 2 – max 20 persone

MAGGIORI INFORMAZIONI

Il JSJ rinforza la propria profonda potenza di auto-guarigione, del prendersi cura. Racchiude la potenza della semplicità. Tutti possono praticarlo, in ogni momento. Parla di indipendenza e di libertà. È un’arte innata e ancestrale, ognuno la porta già dentro di sé, è solo da riscoprire.

L'INTERVISTA - JIN SHIN JYUTSU, LA FORZA DELLA SEMPLICITÀ

Jin Shin cosa? Jin Shin Jyutsu. Non è uno scioglilingua, è una pratica tanto semplice quanto potente che si basa sulla forza curante delle nostre mani. “Senza saperlo l’abbiamo già provata tutti. Stringere il pollice con l’altra mano ci conforta, da bambini lo abbiamo fatto tutti”, sorride Sonia Meneghini, insegnante di Hatha Yoga, praticante di Jin Shin Jyutsu e leader di Yoga della risata.

Sonia, come è possibile questo?
Ad ogni dito corrispondono delle attitudini – preoccupazione, paura, rabbia, tristezza, finzione – due organi fisici e alcune funzioni vitali, oltre a tante altre caratteristiche. Tenendoli in modo consapevole per qualche minuto possiamo cambiare il nostro stato d’animo e il modo di respirare. In ogni dito c’è un mondo da scoprire! Ci auto curiamo, è la pratica più semplice che c’è!

Un esempio pratico?
Possiamo tenere le nostre dita in qualsiasi momento della giornata, sui mezzi pubblici, davanti alla tv. Sono sempre con noi, non serve altro. Il dito indice è legato alla paura: quando vado dal dentista lo tengo tutto il tempo.

Dalla mano arriviamo a tutto il corpo?
Nel corpo troviamo 26 serrature di salvaguardia d’energia. Sono i luoghi energetici del corpo, collegati tra loro da percorsi prestabiliti. Con la pratica di auto aiuto impariamo dove appoggiare le nostre mani e così facendo l’energia si attiva, superando possibili blocchi. Possiamo così sostenere fisico, mente ed emozioni, rilasciando le tensioni che causano i diversi sintomi.

Si può fare solo da soli?
L’auto aiuto viene praticato anche in gruppo, oltre che con un possibile trattamento personalizzato. Le persone si mettono in comodità e chi guida la pratica indica dove appoggiare le mani spiegando su quali serrature si agisce e quindi quali flussi vengono stimolati. Come sempre la condivisione moltiplica la potenza.

PUNTI DI FORZA – SEMPLICITÀ E INDIPENDENZA
Il JSJ rinforza la propria profonda potenza di auto-guarigione, del prendersi cura. Parla di indipendenza e di libertà. Racchiude la potenza della semplicità. Tutti possono praticarlo, in ogni momento. È un’arte innata e ancestrale, ognuno la porta già dentro di sé, è solo da riscoprire.

LA PRATICA – ATTIVARE IL SISTEMA IMMUNITARIO
Ai primi sintomi di influenza, mal di gola o raffreddore, appoggiamo una mano sulla spalla opposta andando a toccare il bordo superiore della scapola. L’altra mano forma un anello con il dito pollice e l’indice (unghia del dito piegato in appoggia sul polpastrello del pollice), poi passo al medio, all’anulare e al mignolo. A dipendenza del tempo che ho a disposizione tengo qualche minuto, prima da una parte e poi dall’altra.

L’ESPERIENZA – PRENDERSI CURA DI SÉ
È una pratica che dona grande consapevolezza, del proprio corpo e di come è al suo interno interconnesso, ma soprattutto di come possiamo prenderci cura di noi stessi. Non ci sono scuse, questi semplici gesti ti fanno sentire responsabile del tuo benessere, puoi intervenire con efficacia già dalle basi.

Una pratica dolce, che unisce Yoga e Jin Shin Jyutsu, ci aiuta a riportare il respiro al centro della nostra attenzione. Un prezioso alleato che nel quotidiano ci sostiene nel ridurre lo stress e ad aumentare la nostra consapevolezza.

  • Attività breve: 1h30 min
  • Attività di giornata: 6h
  • Possibile un singolo incontro
  • L’attività può essere ripetuta con cadenza regolare

Lingue: Italiano – Francese
Numero partecipanti: min 2 – max 20 persone

Godere del lago da un altro punto di vista. Una suggestiva uscita in kayak sul lago di Lugano, da Agno a Caslano e ritorno, per metterci alla prova e rigenerarci. A seguire è possibile un pic nic, una degustazione o entrambi. Il materiale è fornito.

  • Attività breve: 1h30 min
  • Attività di giornata: 4h
  • Degustazione: facoltativa in aggiunta

Lingue: Italiano – Francese
Numero partecipanti: min 4 – max 10 persone

MAGGIORI INFORMAZIONI

Il kayak ti porta in un attimo fuori dal quotidiano, in un’altra dimensione, che per noi è ancestrale: veniamo tutti dall’acqua. Sul lago siamo lontani da tutto, liberi. La natura e le sue insidie ci mettono di fronte a noi stessi. Sono stimoli che se affrontati nel modo corretto trasformano il timore in soddisfazione.

L’attività si svolge presso il lido di Agno. L’incontro può essere adattato, per durata e grado di impegno, secondo le possibilità dei partecipanti.

L'INTERVISTA - IL LAGO DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA, ANTI STRESS

Vivere il lago da un altro punto di vista è emozionante, ma un’esperienza in kayak offre molto di più. “La natura e le sue insidie ti mettono di fronte a te stesso. Sono stimoli che possono suscitare timore. Se affrontati nel modo corretto, tutto si trasforma in soddisfazione”, queste le parole dell’istruttore Teo Camponovo. Ce la farò? Quanta gratificazione nel capire che con le tue sole forze puoi superare ostacoli, raggiungere obiettivi e vivere nuove esperienze. In questo caso, di puro benessere.

Teo, lo definiscono uno sport per tutti, è davvero così?
La cosa più importante è valutare le proprie capacità, ognuno deve regolare le prestazioni a seconda delle proprie possibilità, che possono variare anche di volta in volta. Anche questo è un esercizio importante per conoscersi e mettersi alla prova. Una volta compreso questo, sì, tutti possono praticare il kayak.

Quanto ci si mette a prendere le misure?
Davvero poco. Nel mio approccio la teoria e la pratica vanno di pari passo. A riva si comprendono le dinamiche, si prende confidenza con gli strumenti, che devono essere di qualità per garantire la massima sicurezza. Le istruzioni sono facilmente comprensibili e velocemente attuabili, poi vanno allenate.

Fra i maggiori benefici c’è la riduzione dello stress?
Sì, il kayak ti porta in un attimo fuori dal quotidiano, in un’altra dimensione, che per noi è ancestrale: veniamo tutti dall’acqua. Sul lago siamo lontani da tutto, liberi. Un’oasi felice, soprattutto al mattino, con il primo sole, l’aria pulita. Rallentare e rilassarsi è molto semplice, la mente e il fisico ringraziano.

Non tutti praticano kayak in modo dolce.
Da noi capita più raramente, ma c’è anche chi cerca lo sforzo. L’avventura. In questo caso è meglio il fiume, più adrenalinico. Per questo tipo di esperienza ci vuole una maggiore preparazione.

Si deve considerare come un’attività individuale?
Lo ritengo uno sport che migliora lo spirito di gruppo. Basta davvero poco perché le differenze di prestazione si azzerino ed è bellissimo arrivare insieme “al traguardo”. In più è sempre piacevole vivere un momento conviviale, a metà percorso o per concludere al meglio.

PUNTI DI FORZA – COMPLETO E ANTI STRESS
Il kayak è un’attività sportiva che coinvolge tutto il corpo – non solo le braccia – attiva il metabolismo e rilassa la mente. Salvo che tu voglia l’adrenalina, ti tieni in forma in modo dolce, stimoli il fisico senza stressarlo. Ma poi si va oltre: questa attività ti permette di praticare la lentezza, aumentare la consapevolezza ed è un vero anti stress.

LA PRATICA – DA SUBITO, MA CON GIUDIZIO
Valutati ambiente, capacità e materiale, praticare kayak è alla portata di tutti. Non serve essere esperti o avere competenze tecniche o atletiche per divertirsi. Il consiglio è un primo approccio con un esperto per poi continuare anche in autonomia, ma sempre con buon senso, per vivere esperienze piacevoli.

L’ESPERIENZA – UN’ALTRA DIMENSIONE, INSOLITA
Regolando l’esperienza secondo le mie possibilità, navigando a mio ritmo, sono entrata in un modo parallelo. Solcare il lago con un mezzo privo di motore è sorprendente, insolito. Ti senti in un’altra dimensione a stretto contatto con la natura, con nuove potenzialità di movimento e un diverso approccio al territorio.

Attraverso il dialogo aperto e la riflessione condivisa, capiamo insieme come ognuno di noi può gestire meglio il proprio tempo, per realizzare i propri obiettivi personali e professionali, vivendo giornate più serene e soddisfacenti.

  • Attività breve: 2h
  • Attività di giornata: 6h
  • Attività individuale: 1h
  • Su richiesta, è possibile elaborare incontri di durata diversa, in base alle esigenze.
  • Possibile elaborare percorsi personalizzati su più incontri, sia per gruppi sia per singoli.
  • L’attività può essere ripetuta con cadenza regolare.
  • Tutte le attività sono di preferenza svolte in presenza (eventuali costi di viaggio da conteggiare a parte), possono se necessario essere svolte anche online, mantenendo alti il coinvolgimento e l’interattività dell’esperienza formativa.

Lingue: Italiano – Inglese
Numero partecipanti: min 4 – max 20 persone

MAGGIORI INFORMAZIONI

Le nostre giornate sono sempre piene di mille impegni e priorità contrastanti, tra cui è molto difficile districarsi. Spesso ci ritroviamo a fine giornata avendo lavorato tantissimo, ma con la fastidiosa sensazione di non aver concluso nulla di significativo. E così ci ritroviamo a far tardi al lavoro e correndo per recuperare la qualità del nostro lavoro e della nostra vita ne risente. Non deve essere per forza così. Un altro modo di lavorare (e vivere…) è possibile, e possiamo costruirlo insieme, in un ambiente piacevole e rilassato che stimolerà la collaborazione tra le persone presenti e aiuterà anche a migliorare le relazioni interne al team.

Insieme scopriremo: i punti di forza dell’organizzazione di ognuno: tutti ne abbiamo, e conoscerli è il primo passo per gestirti meglio nel tuo tempo, i modi in cui ogni giorno ci sabotiamo senza accorgercene, e quanto ci costano e come risolvere il problema con semplici accorgimenti facili ed efficaci.

L'INTERVISTA - “ECCO COME AVERE PIÙ TEMPO PER TE”

“Sono tornata a respirare, ho passato più tempo con i miei figli e mio marito, riesco a fare sport quasi tutti i giorni, questo grazie a una migliore gestione del mio tempo”, è felice Raffaella Buscemi. La formatrice e consulente, esperta in salute e sicurezza sul lavoro, è diventata Professional Organizer perché lei per prima aveva bisogno di organizzare al meglio le sue giornate fra lavoro, famiglia e desideri personali. “Ho tanti interessi. Ero sempre in affanno, ma non volevo limitarmi. Così ho approfondito il tema e, dato che è un problema comune, ora io per prima aiuto gli altri. Tutti vogliono maggiore serenità”.

Raffaella, cosa hai migliorato nella tua vita?
Ho scoperto che non ero messa così male, ma ho capito come valorizzare quanto di buono già facevo. Con semplici tecniche, correggendo piccoli errori, è possibile portare maggiore equilibrio nelle proprie giornate. Nei primi momenti liberi conquistati ho avuto le vertigini, è stata un’emozione. Una nuova leggerezza.

Qual è il primo passo da affrontare?
Bisogna prendere consapevolezza di quali siano le cose prioritarie per noi. La nostra organizzazione giornaliera rispetta questo? In un secondo momento bisogna liberare la testa, per fare chiarezza. Lo si può fare scrivendo su un foglio i propri impegni, riordinandoli secondo una gerarchia di importanza e urgenza.

E se gli impegni rimangono troppi o ingestibili?
Il terzo passaggio è capire che non si può fare tutto. Eliminiamo o rimandiamo ciò che davvero non serve per le cose importanti e diamoci la possibilità di delegare. Quest’ultimo è un processo lungo e impegnativo, ma è un investimento che vedrà anche una crescita umana, una migliore relazione di fiducia in famiglia e con i collaboratori.

Ci sono soluzioni utili per tutti?
Ogni persona ha le sue difficoltà ed esigenze, quindi il quarto passaggio è trovare una propria personalizzazione. La teoria si deve inserire nella realtà, con diversi strumenti. Conta come stai tu, non esiste una buona organizzazione generale, è qualcosa di molto personale. La difficoltà più comune è comunque capire quanto ci costano le distrazioni.

Quali distrazioni in particolare?
Le notifiche sono un male generale. Se ci stiamo occupando di qualcosa, ogni volta che controlliamo l’avviso per l’arrivo di un messaggio whatsapp o di una nuova email ci rimetteremo mezz’ora per tornare ad avere la giusta attenzione. Una tecnica è decidere prima quando e per quanto tempo verificare le mail e i social e attenersi al programma.

Ci vuole disciplina…
È questione di esercizio e abitudine. Anche perché ci sono anche le distrazioni che arrivano dall’interno: sono i pensieri che ci arrivano in testa all’improvviso. Invece di affrontarli subito scriviamoli su un foglio, daremo loro attenzione successivamente. Ogni cosa al suo momento, ogni lavoro sarà così fatto senza interruzioni, con migliori risultati e più velocemente.

Il confronto può essere utile?
Sì. Io propongo i gruppi “Il cerchio del tempo per te”, durante i quali ci confrontiamo. Ognuno ha i suoi punti di forza e le sue difficoltà, ma a volte affrontiamo problemi simili e la soluzione che trova una persona per organizzarsi al meglio può essere utile a un’altra. Si riparte in particolare da ciò che va già bene, rinfrancandosi a vicenda. In amicizia e senza giudizio.

Quali sono i risultati più apprezzati?
Usi meglio il tuo tempo e, mettendoci la giusta attenzione, fai meno errori e anche questo a sua volta fa risparmiare tempo. Più in generale, sei tranquillo perché è tutto pianificato e gestibile. Hai così la mente sgombra e sei sereno. Ti puoi godere tutto con maggiore lucidità.

Camminiamo scalzi immersi nella natura per lasciare andare la parte razionale e fare spazio a sensazioni e ricordi. Avremo benefici fisici, diminuzione dello stress e comprenderemo il perfetto collegamento tra mente, corpo ed emozioni.

  • Attività breve: 1h30
  • Attività di giornata: 3h30
  • Attività individuale: 1h

Lingue: Italiano
Numero partecipanti: min 2 – max 12 persone

MAGGIORI INFORMAZIONI

Il Barefooting in natura, o percorso a piedi nudi in natura, è “viaggio” dentro noi stessi che permette di lasciare andare la parte mentale, per fare spazio a emozioni, sensazioni e ricordi.

Camminare a piedi nudi aiuta la microcircolazione, i muscoli e i tendini, migliora la postura, l’equilibrio e molto altro ancora. I benefici, però, vanno oltre l’aspetto fisico. Immersi nella natura, concentrati sulle sensazioni che salgono nel nostro corpo a partire dai piedi, si possono provare sensazioni inattese. Possiamo scoprire i nostri punti deboli e forti, e comprendere il perfetto collegamento tra mente, fisico ed emozioni.

Il contatto diretto con la terra aiuta a contrastare gli effetti negativi di una vita frenetica e dello stress.

L’ALTERNATIVA – Un’alternativa possibile, in caso di brutto tempo, è l’automassaggio. Una cura verso noi stessi, una pratica che consente di creare un ponte diretto verso la propria interiorità. Massaggiando diamo un segnale al nostro organismo incoraggiandolo ad attivarsi, a mettersi in movimento.

Al di là dei benefici fisici come il miglioramento della elasticità della pelle, la depurazione del corpo, ecc si vanno a migliorare le difese immunitarie, la qualità del sonno, si va a ridurre lo stress, le tensioni, ecc. L’obiettivo è quello di ristabilire l’equilibrio all’interno dell’organismo, favorendo e preservando uno stato di benessere fisico e mentale.

L'INTERVISTA - UNA PASSEGGIATA DI GRANDE LIBERTÀ

Alzi la mano chi non vive come una liberazione il camminare a piedi nudi. Togliamo scarpe e calze e prendiamo contatto con il suolo, sia esso un pavimento, un prato o altro ancora: è già tutta un’altra storia. “E si può andare anche oltre, camminare scalzi è davvero un toccasana”, conferma l’operatrice olistica Maggie Crivat. “Spesso maltrattati o poco considerati, i nostri piedi sono uno strumento prezioso per prenderci cura di noi”.

Maggie, cosa accade quando camminiamo a piedi nudi?
Anche senza rendercene conto mettiamo in moto tutto il nostro corpo: eliminiamo le tossine, miglioriamo la nostra postura, sciogliamo le tensioni muscolari, alleviamo lo stress… Sicuramente poi dormiremo anche meglio.

Come è possibile tutto questo?
Dai piedi parte un massaggio a tutto il corpo. Si lavora su tutti gli organi, anche grazie ai punti riflessi. Per farsi del bene serve davvero poco, è una pratica alla portata di tutti, fattibile anche senza un impegno mentale. Possiamo letteralmente tornare con i piedi per terra, ritrovare serenità, senza un grande sforzo. L’alternativa è un percorso sensoriale più strutturato.

Cosa possiamo osservare prestando maggiore attenzione?
Possiamo osservare il nostro corpo prima e dopo la camminata: se è meno gonfio, meno teso, se la nostra testa è più libera. In più possiamo verificare se parti del piede hanno sofferto e quando. Sul tallone? Sulle punte? Queste zone corrispondono a parti del corpo che possono essere in sofferenza e su queste possiamo andare a lavorare per stare meglio.

Puoi farci qualche esempio?
Se hai dolore al cuscinetto del quarto o quinto dito del piede destro è meglio controllare e lavorare sul fegato. A sua volta il malessere del fegato può essere legato a un sentimento, a uno stato d’animo, in questo caso la rabbia. Potrebbe quindi essere un periodo di forte nervosismo e questo dolore al piede può essere un utile campanello d’allarme. Un buon massaggio – o in casi meno facili un ulteriore approccio – può aiutare ad alleviare o risolvere il problema.

PUNTI DI FORZA – PUNTI RIFLESSI E PSICOSOMATICA
Camminare a piedi nudi, soprattutto grazie a un percorso sensoriale, ci porta in connessione con noi stessi, lavorando su tutto il corpo grazie ai punti riflessi. Il beneficio va dai piedi fino alla testa, si trova equilibrio fra corpo ed emozioni. La psicosomatica è la chiave per interpretare questo legame e andare oltre.

LA PRATICA – OSSERVARE IL NOSTRO CORPO
Prendiamoci un momento di calma, per entrare in contatto con noi stessi, ascoltando le sensazioni di tutto il nostro corpo. Dopo aver sciolto le gambe, possiamo camminare su diverse superfici in silenzio. Al termine osserviamo cosa è successo e cosa è cambiato in noi. Ma come detto, anche il semplice camminare in casa o far scivolare una pallina a piedi nudi può farci star bene.

L’ESPERIENZA – LIBERTÀ E STIMOLO
Camminare a piedi nudi è una grande soddisfazione. Il senso di libertà e di contatto con il terreno donano una grande consapevolezza e voglia di fare. Sentire le diverse superfici ti fa sentire vivo, è davvero stimolante, allontana l’apatia. Capisci subito quanto è bello sentire il tuo corpo che reagisce e, in caso di qualche fastidio, è sorprendente come questo possa indicarti dove risiede il possibile problema.

L’arte oratoria è un mezzo potentissimo. Uno strumento grazie al quale la persona entra in contatto con la sua voce e il suo corpo ottenendo una conoscenza più profonda di sé, per poi poter comunicare in modo efficace, educato ed interessante.

  • Attività breve: 1h30
  • Attività di giornata: 4h
  • Attività individuale: 1h

Lingue: Italiano – Inglese
Numero partecipanti: min 2 – max 12 persone

MAGGIORI INFORMAZIONI

L’assioma “è impossibile non comunicare” non mente. Lo facciamo anche involontariamente, quindi è fondamentale sapersi gestire, perché possiamo fare del bene o del male. Per fare questo c’è chi ha bisogno di una struttura o di maggiore consapevolezza. Imparando a conoscersi e con un pizzico di autostima sapremo stare meglio anche nel mondo. Imparando a comunicare sapremo relazionarci nelle più diverse situazioni e con differenti persone.

L'INTERVISTA - MINDFUL VOICE: È IMPOSSIBILE NON COMUNICARE

Da soli con un microfono in mano, di fronte una platea in attesa. A chi non batterebbe almeno un poco il cuore? “È del tutto normale – spiega la vocal coach Alessia Punzo – io suggerisco di pensare ai propri piedi e di respirare profondamente”.

Alessia, perché proprio ai piedi?
Ci aiuta a stare nel corpo e a liberare la mente, scarichiamo elettricità, ci si radica, ci rende presenti e accoglienti. In bioenergetica viene chiamato “grounding”. Emozionarsi è impulsivo, non si può evitare, ma se conosciamo le nostre emozioni, con le giuste tecniche, possiamo imparare a gestirle, così da esprimerci più serenamente in pubblico.

Questo vale in ogni situazione?
Certo. Non ci rendiamo conto di quanto utilizziamo la nostra voce, è lo strumento più forte che abbiamo. Lo conferma il noto assioma “è impossibile non comunicare”. Lo facciamo anche involontariamente, quindi è fondamentale sapersi gestire, perché possiamo fare del bene o del male. Per fare questo c’è chi ha bisogno di aiuto, di una struttura, che può essere fornita da un vocal coach.

Chi è il vocal coach?
Non è solo un insegnante di canto, ma piuttosto un allenatore vocale che prepara e cura dall’aspetto paraverbale cioè il corpo, affinando le tecniche vocali, fino all’approccio, per far sì che chi dovrà parlare, cantare, leggere, ecc potrà farlo sentendosi pronto ed a suo agio. Dal bambino per un’interrogazione a un politico durante un comizio, il coach agevola il cosa e come dire, in modo che sia maggiormente comprensibile. Nel mio caso, grazie alla lunga esperienza teatrale, posso curare tutti gli aspetti di una performance, fino gli accessori.

Su cosa si basa tutto questo?
Sulla propria consapevolezza. Per questo ho chiamato il mio progetto Mindful Voice. Imparando a conoscersi e con maggiore autostima sapremo stare meglio anche nel mondo. Un esempio concreto sono le persone che faticano in un paese dove devono usare una nuova lingua. Imparando a comunicare sapremo relazionarci nelle più diverse situazioni e con differenti persone. Il mio obiettivo è far sentire le persone sicure di esprimersi in modo chiaro, libero e autentico.

PUNTI DI FORZA – ARMONIA CORALE ATAVICA
Attraverso la pratica cresciamo e miglioriamo in modo gentile. Impariamo a comunicare e a relazionarci con il prossimo in armonia, come in un coro. L’istinto a collegarsi con dei suoni nel gruppo è ancestrale. Perché questo funzioni nessuno deve prevalere e tutti devono ascoltare. Così come nella vita quotidiana. Ci sentiremo accolti.

LA PRATICA – RIASCOLTARE LA PROPRIA VOCE
Come chi suona uno strumento riascolta le proprie esibizioni per capire cosa non va e dove migliorare, anche chi vuole potenziare il proprio modo di esprimersi può fare un primo passo registrandosi. Riascoltandosi è importante valutare il tutto con un pensiero il più possibile oggettivo. Non siate comunque troppo severi.

L’ESPERIENZA – SUPERARE LA PROPRIA TIMIDEZZA
È un invito a buttarsi, ad andare oltre, a lasciare la propria timidezza alle spalle e a sentirsi liberi di esprimersi, nel modo che ci viene più spontaneo. In un ambiente non giudicante, ci si sente più forti, fieri e felici, sereni con se stessi e nel mondo. Tutto questo grazie a una maggiore conoscenza e consapevolezza.

Altre attività:

  • Sessualità, parliamone senza tabù (anche per la terza età)
  • Tecniche di guarigione Māori, scopriamo altre culture
  • Dancewell, il piacere del movimento
  • Calligrafia creativa
  • Caccia al tesoro
  • Attività pratiche e creative

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