IL VINO, “DA DEGUSTARE CON L’ENTUSIASMO DI UN TURISTA”

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TERRA TICINESE, agosto 2022
Rubrica Persone, luoghi, benessere

Di Anna Ostini – Cosa c’è di meglio che sorseggiare un bel bicchiere di vino in riva al lago? Gustarlo in mezzo al lago. Ne è convinta anche Giulia Pozzoli Bernasconi, che ne ha conferma ogni volta che guida gruppi di americani in gita sul Ceresio. “Accompagnare i turisti è meraviglioso – conferma la sommelier 36enne, vice presidente dell’Association Suisse des Sommeliers Professionnels, regione Svizzera italiana, e Segretaria generale nazionale – propongo loro una degustazione di tre o quattro vini ticinesi durante un giro in battello, da Lugano fino ai grotti”.

Giulia, che cosa hanno di magico queste esperienze?
Adoro conoscere nuove persone e guardare la mia città con gli occhi di un viaggiatore. Promuovo il mio territorio. Condivido con gioia la scoperta e l’entusiasmo dei nostri ospiti. Degustare sul lago, poi, è tutta un’altra cosa, come quando sei in vacanza, tutto è più buono. 

Si tratta di degustazioni più spensierate?
Il mio approccio non vuole essere accademico, non uso paroloni. Indosso l’uniforme, ma solo per riconoscere un percorso di formazione. Il mio desiderio è portare le persone nel mondo del vino senza timore, con il sorriso, anche quelle meno esperte. Amo raccontare la storia di ogni prodotto, del lavoro che ci sta dietro, gli aneddoti… Più aspetto umano e meno codici.

È cambiato il rapporto con il vino negli ultimi anni?
Sono felice che sia aumentata la sensibilità verso il settore dell’enogastronomia, oggi non si mangia e beve tanto per farlo, lo si fa con interesse, c’è maggiore consapevolezza. Non solo, si tratta di momenti di piacere e di qualità, e, spesso, di condivisione. Per questo propongo degustazioni anche per occasioni speciali come compleanni, addii al nubilato, ecc., . Non solo con il vino, anche di cioccolato e caffè.

Per gli esperti è una sfida ulteriore?
Il pubblico è più curioso e vuole sapere di più, spesso ha già buone informazioni. Per noi è più difficile, ma decisamente più stimolante. Diventa anche più facile far capire quanta fatica e lavoro ci sono dietro a ogni assaggio e quindi anche il costo del prodotto. Questo è particolarmente importante per il Ticino.

Che difficoltà incontriamo nel nostro Cantone?
Non abbiamo una terra semplice. Ci sono pochi vigneti, caratterizzati da appezzamenti piccoli, spesso di famiglia, e su terreni scoscesi. Abbiamo inoltre poca manodopera. Senza dimenticare il clima mutevole. Oggi stiamo andando verso nuove culture, come gli intervitigni.

Possiamo vedere un lato positivo?
Certo, queste piante sono più resistenti alle condizioni climatiche e ai parassiti. Possiamo così evitare l’uso dei pesticidi e sviluppare il concetto di vino biologico o biodinamico. La qualità ne giova. Il Ticino negli ultimi venti anni è cresciuto enormemente. L’attenzione alla natura e al bio sta facendo grandi passi in Svizzera come in tutto il mondo.

Come è nata la tua passione?
L’amore per la buona tavola l’ho ereditato dalla mia famiglia. I miei genitori sono sempre stati dei buongustai con ottime conoscenze enogastronomiche, hanno sempre puntato sulla qualità. Ho così scelto di frequentare la scuola alberghiera. Ho poi vissuto dieci anni all’estero, facendo esperienza in hotel di lusso. Quando sono tornata però mi mancava qualcosa…

E quindi cosa hai fatto?
Sentivo di avere buone basi, ho creato una mia attività di consulenza per alberghi e ristoranti, ma del mondo dell’enologia volevo sapere di più. Ho così frequentato i corsi associativi ASSP che poi dopo tre anni mi hanno portata al Diploma federale di sommelier professionista.

Il mondo del vino si sta “tingendo di rosa”?
Sicuramente c’è una presenza femmile maggiore rispetto al passato, anche in Ticino. Questo non sta creando scompiglio, è per tutti un valore aggiunto. Mi è stata data l’opportunità di diventare vice presidente della regione Svizzera italiana. Con una presidente donna e altre donne nel comitato, non era mai successo prima di avere una guida così rosa. 

Qualche consiglio per un assaggio particolare?
Il primo suggerimento è di lasciarsi stupire, come è successo a me in Grecia, dove sono stata letteralmente sorpresa sorseggiando in riva al mare, davanti a un bel tramonto. Oppure, più vicino, nei Grigioni, piccola zona con specialità fantastiche. 

Scoprire nuovi vini può essere un modo diverso per scegliere le mete di viaggio?
Per me lo è sicuramente. Un altro felice ricordo è legato ai vigneti della Svizzera francese, ci sono andata per il viaggio di nozze. Mio marito ha frequentato il corso base per accompagnarmi in queste avventure (ride, ndr). Ora abbiamo il sogno di visitare la regione della Champagne, con le sue grandi case vitivinicole. Wow!

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