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TERRA TICINESE, dicembre 2022
Rubrica Persone, luoghi, benessere
Di Anna Ostini – Passeggiando per i boschi di Tesserete ci si imbatte in installazioni artistiche che invitano alla riflessione. “Quando si cammina in natura lo si può fare in diversi modi: puoi correre, chiacchierare o avere la consapevolezza di essere in visita in casa altrui. Fa sempre comunque bene – spiega la Green Coach ed Ecotuner Alessandra Melucci – ma nell’ultimo caso sviluppiamo un’attitudine che ci aiuta a percepire lo stretto e antico legame con la Terra. Questo è un passaggio fondamentale per una comunità terrestre ecosostenibile”. Questa sensibilità sta crescendo anche in Ticino.
Alessandra, cosa accade quando siamo in natura?
Si attiva la risonanza tra natura interna ed esterna, con tutti gli altri esseri viventi. Comprendiamo che non siamo poi così diversi. Stare in natura con un’attitudine di presenza aiuta a risvegliare la biofilia, ovvero la nostra tendenza innata di provare empatia verso tutto ciò che ci circonda. Oggi siamo anestetizzati, per questo spesso serve praticare la riconnessione con la natura per sentire questo senso di unione con la rete della vita. Io aiuto in questo, seguendo l’approccio dell’Ecopsicologia.
Quando è nata questa disciplina?
Alla fine degli anni ‘80, osservando che il malessere psicologico aumentava parallelamente alla disconnessione con la natura. Come cultura occidentale, siamo in un’epoca in cui si può vivere un’intera esistenza senza il bisogno di mettere piede in un prato. Non c’è più la percezione del legame tra la natura e ciò che mangiamo, vestiamo, utilizziamo. Ma questo legame c’è di fatto, perché le risorse arrivano da lì. Non si tratta solo di bisogni materiali, ma riguarda le nostre origini biologiche e umane.
Dobbiamo riconsiderare la nostra esistenza?
L’Ecopsicologia sostiene che abbiamo perso il contatto con la Madre Terra, quindi con la nostra origine. C’è quindi il bisogno di una ricerca del senso della propria vita come individui e come specie. Abbiamo bisogno di capire quale sia il nostro ruolo, individuale e collettivo, nel mondo e dobbiamo ricucire lo strappo per ascoltare la nostra natura interiore autentica, esprimerla nel mondo e giocare il nostro ruolo nella rete della vita.
In questo modo cresce la nostra sensibilità verso l’ambiente?
Certo, la cura verso l’ambiente non è mossa solo da principi etici, ma dalla consapevolezza che il benessere del pianeta e il nostro sono intrinsecamente connessi. Facciamo parte dello stesso sistema vivente, in un unico processo di co-creazione. Questo è il grande salto di consapevolezza che dobbiamo fare per attuare una vera ecosostenibilità.
Quindi cosa sarebbe importante fare?
Dobbiamo reimparare dalla natura che ci insegna l’interdipendenza, la collaborazione, il riutilizzo delle risorse. Abbiamo bisogno di ricondividere i valori, non basta cambiare gli ingredienti: il bio, il green, l’eco non sono sufficienti se non ci si interroga sullo scopo dei nostri sistemi sociali, economici, politici. L’ecosostenibilità riguarda nuove logiche di funzionamento basate su nuovi valori.
Un esempio concreto?
Posso citare il riutilizzo dei fondi di caffè per la coltivazione di funghi commestibili, la produzione di pellets o biocarburante. Uno scarto che diventa risorsa in una filiera in cui il 99,7% della biomassa nelle piantagioni viene buttata e meno dell’1% dei chicchi di caffè finisce nella tazzina. La Blue Economy applica i principi degli ecosistemi e coopera con essi: non solo tutela e conservazione, ma anche rigenerazione in ogni processo produttivo. In natura non esiste un concetto di scarto.
Qual è la situazione in Ticino?
Si sta iniziando a fare sistema per trovare soluzioni sinergiche. Basti pensare alle manifestazioni del Festival della Natura, Green Day e del recente Ticino sostenibile. Ci sono poi vere e proprie reti come Collaboratio Elvetica, Ticino Impact Hub e Alleanza territorio e biodiversità. Molte sono anche le iniziative come l’Oggettoteca, le Bibliocabine, il Repair caffé. Io, con il progetto Naturainonda, promuovo l’Ecopsicologia con seminari di formazione ed esperienze in natura per grandi e piccini lavorando sui tre piani della tutela ambientale, della crescita personale e dell’ecosostenibilità.
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