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GENTE SANA, novembre 2022
Di Anna Ostini – Se vedete una persona che si sta tamburellando con le dita fra naso e bocca non prendetela per matta, sta solamente cercando di eliminare uno stato di stress. Si tratta dell’Emotional Tapping. “Questa tecnica di auto aiuto si basa sullo stimolare i 14 punti corrispondenti ai meridiani che abbiamo nella parte alta del nostro corpo. Liberando i blocchi energetici, provocati da forti emozioni, possiamo far fluire l’energia e ritrovare l’equilibrio emozionale”, spiega Deborah Ponti, life coach e relational trainer.
Deborah, da cosa possiamo partire?
Dobbiamo accettare di poterci arrabbiare, di essere stressati o non in forma e ci dobbiamo volere bene anche così, tanto quanto nei momenti in cui stiamo bene. Spesso, sbagliando, pensiamo di non farcela, ma anche lo star poco bene fa parte della vita. Capirlo è un primo passo per non entrare in uno stato di negatività. L’obiettivo è amarci anche nei momenti no.
Il secondo passo da affrontare?
Prendendo l’abitudine di praticare l’Emotional Tapping possiamo predisporre il nostro corpo ad affrontare con una maggiore rilassatezza tutto ciò che ci si può presentare nella vita. Non è un metodo di guarigione, ma di prevenzione. L’ideale è tamburellare un poco al mattino e un poco alla sera. Ci carichiamo e rilassiamo a seconda del bisogno. Dormiremo anche meglio.
Quali sono le situazioni più comuni?
Questa tecnica è molto utile in caso di rabbia, stress, paura, insicurezza o frustrazione, che si possono sfogare sul fisico con mal di pancia, mal di testa, eritemi… La pratica non elimina cure o percorsi più impegnativi, ma può essere un valido aiuto. Uno strumento alla portata di tutti, praticabile in ogni momento, per conoscere e aiutare le proprie emozioni.
Tu lavori tanto anche con i bambini.
Per le famiglie l’Emotional Tapping è un valido strumento per aiutare i più piccoli, che dai quattro anni in su possono praticarlo anche da soli. Quando provano tanta rabbia, diventano rossi, balbettano o hanno paura del buio, spesso i bambini non sanno spiegarsi a parole. Con questi semplici gesti possiamo aiutarli a calmarsi e a ritrovare serenità.
PUNTI DI FORZA – PREVENIRE CON SEMPLICITÀ
L’Emotional Tapping può essere praticato in ogni momento della giornata e non servono grandi studi o esercizi complicati per poter avere buoni risultati. Da soli è già ottimo, ma come spesso accade praticare in gruppo crea un maggiore flusso di energia. Può arrivare ad aiutare anche in casi di attacchi di panico o paura di guidare.
LA PRATICA – LA REGOLA DEI 21 GIORNI
Questa pratica ha bisogno di costanza, soprattutto in una fase iniziale. Per far nostra un’abitudine esiste la regola dei 21 giorni: se per questo lasso di tempo tutti i giorni pratichiamo, anche solo per una manciata di secondi, sarà più facile fare nostro questo strumento. Ognuno mentre picchietta può recitare una propria frase “mantra” in cui afferma di accettarsi nel bene e nel male.
L’ESPERIENZA – UNA PRESA DI COSCIENZA
Praticando l’Emotional Tapping ci si dà coraggio. Metti un freno, un punto, ti ascolti e ti dai la possibilità di volerti bene, di volerti aiutare e di ricominciare con maggiore grinta. Ti senti più forte, in grado di allontanare quelle esperienze negative vissute che possono provocare blocchi. Senza dimenticare che tamburellare rilassa.
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