PRENDERSI CURA DI CHI SI PRENDE CURA – Gente Sana

GENTE SANA, settembre 2024

Maria ha raggiunto la pensione, ma ora, invece di godersi il meritato riposo, lavora più di prima, prendendosi cura 24 ore al giorno del marito non più autosufficiente. Claudio ha solo 21 anni, voleva diventare avvocato, ma ha rinunciato agli studi per poter seguire la madre affetta da Alzheimer precoce. 

Come loro, in Svizzera, una persona su quattro è Familiare curante. Una realtà silenziosa, spesso non scelta, dove tutto ruota attorno alla persona assistita. Il rischio di sovraccarico fisico ed emotivo è reale. Arrivare a non avere più vita sociale è comune. Ma c’è qualcosa che possiamo fare.

UNA GIORNATA DI BENESSERE – Domenica 16 novembre all’Asilo Ciani di Lugano si svolgerà una Giornata di benessere per i Familiari curanti. Jin Shin Jyutsu, Yoga della risata, Percorso sensoriale, Rio Abierto, Analisi delle mani sono solo alcune delle esperienze che sarà possibile esplorare.

Calendar People ha organizzato questa occasione speciale per “prendersi cura di chi cura. Vogliamo dare la possibilità a chi dedica la propria vita a una persona cara di ritagliarsi qualche ora per tornare a respirare, pensando al proprio benessere – spiega la responsabile Anna Ostini –  attività alternative e seminari coinvolgenti permetteranno loro di carpire degli strumenti che potranno sostenerli dal punto di vista fisico, mentale ed emotivo anche nella quotidianità”.

Non mancheranno momenti di divertimento e socializzazione. “Non parleremo di malattie. Vogliamo che venga percepita come una giornata spensierata, in cui essere per una volta protagonisti”.

LA TESTIMONIANZA – “Quando propongo un bagno armonico con le Campane tibetane presso un gruppo di Auto aiuto – interviene l’operatrice olistica Beatrice Bindella – incontro le mogli, anche molto giovani, di persone non più autosufficienti. Sono donne che dedicano buona parte o tutte le ore della loro giornata alla cura del marito. Sono donne che hanno bisogno di sentirsi di nuovo una persona”. 

“Durante queste attività vogliono staccarsi di dosso l’etichetta di badante, di persona di sostegno, tornano ad essere loro stesse. Parlano di loro, in un momento che è tutto per loro. Così sarà anche il 16 novembre”. Non tutti possono farlo, ma è importante. “C’è un grande beneficio. Anche il momento conviviale finale viene apprezzato, fanno un pieno di energia”. 

GLI ATTORI COINVOLTI – Promotore del progetto è Calendar People, ma sono diversi gli attori del territorio che hanno risposto presente. “Siamo supportati, dal punto di vista delle relazioni, dalla piattaforma cantonale per i Familiari curanti – continua Anna Ostini – diverse associazioni si stanno infatti unendo per offrire il loro supporto. Ad esempio per assistere in caso di bisogno il curato durante la giornata. Saranno con noi anche i ricercatori dell’Università della Svizzera italiana”.

Grazie alla presenza di chi quotidianamente assiste le famiglie sarà possibile proporre una tavola rotonda in cui chi è in cerca di suggerimenti potrà avere delle risposte, così come raccogliere materiale informativo. “Vogliamo che i Familiari curanti capiscano che non sono soli”. 

RACCOLTA FONDI – Il desiderio è quello di offrire questa esperienza fino a 400 persone, ma per farlo, c’è bisogno dell’aiuto di tutti. “Abbiamo lanciato una raccolta fondi su Progettiamo.ch per coprire i costi della giornata e renderla gratuita per chi parteciperà – concludono Ostini e Bindella – grazie per quello che ognuno di voi potrà fare, ogni gesto è cura”.

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