
Yoga Nidra: buoni propositi grazie allo yoga del sonno
«Alcune persone pensano che lo yoga sia unicamente una pratica fisica. Ma lo yoga comprende anche l’esperienza dell’immobilità e della meditazione», spiega Isabella Baroni, insegnante di yoga e Pilates. «Lo Yoga Nidra è la scelta ideale per chi vuole avvicinarsi alla meditazione in modo semplice»: fra le esperienze di rilassamento in Ticino, è quella che richiede minore sforso, ci si sdraia e ci si lascia guidare.
Un sonno dinamico
«Nidra vuol dire sonno, ma non significa dormire: è un sonno dinamico. La pratica è un metodo sistematico che induce uno stato di completo rilassamento fisico, mentale ed emotivo. Nel cervello si attivano le onde Alfa, quelle che precedono l’addormentamento». Si è guidati attraverso otto fasi, sdraiati in Shavasana. La pratica può durare dai 20 ai 50 minuti, tutto deve fluire spontaneamente.
Il Sankalpa: il seme dei buoni propositi
«Nella seconda fase ognuno fa sua un’istruzione personale, un proposito, ripetendo mentalmente una frase breve che arriva direttamente al subconscio. Deve essere semplice, in forma positiva e al tempo presente: “mangio una colazione sana”, non “non mangerò più cibo spazzatura”. La pratica regolare permetterà al seme dell’intenzione di crescere e infine manifestarsi».
E se ci si addormenta?
«Bisognerebbe evitarlo, ma c’è anche chi arriva a russare. Non bisogna sforzarsi: tutto deve fluire spontaneamente». Al termine si perde la cognizione del tempo, ci si sente leggeri e si dorme meglio — un effetto che si può raggiungere anche con il bagno sonoro con le campane tibetane.
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Di Anna Ostini – “Alcune persone pensano che lo Yoga sia unicamente una pratica fisica, che permette al corpo di ritrovare la sua elasticità. Benché questo sia effettivamente un suo benefico, lo Yoga comprende anche l’esperienza dell’immobilità e della meditazione”, così spiega Isabella Baroni, insegnante di Yoga e Pilates. “Yoga Nidra è la scelta ideale per chi vuole avvicinarsi alla meditazione in modo semplice”.
Isabella, cosa vuol dire Nidra?
Nidra vuol dire sonno, che non significa dormire, è un sonno dinamico. Per praticarlo si è guidati attraverso otto diverse fasi. La posizione ideale è quella da sdraiati, ovvero in Shavasana, la fase conclusiva in tutte le altre tipologie di yoga.
Che cosa è un sonno dinamico?
La pratica è un metodo sistematico che induce uno stato di completo rilassamento fisico, mentale ed emotivo. Quando questo accade nel nostro cervello si attivano le onde Alfa, ovvero quelle che precedono la fase dell’addormentamento. La mente diventa un terreno fertile per le intenzioni dello Sankalpa.
Di cosa si tratta?
Nella seconda fase della pratica, chiamata Sankalpa, ognuno fa sua un’istruzione personale, un proposito, ripetendo mentalmente una frase breve che, grazie allo stato in cui siamo, arriva direttamente al nostro subconscio. Questo permette la realizzazione di cambiamenti sia emotivi che comportamentali.
Che tipo di frasi sono?
Devono essere semplici, in forma positiva e al tempo presente. Ad esempio: “mangio una colazione sana”, non “non mangerò più cibo spazzatura”. La pratica regolare di Yoga permetterà al seme dell’intenzione di crescere e infine di manifestarsi.
E se ci si addormenta?
Bisognerebbe evitarlo, ma c’è anche chi arriva a russare. Inoltre non bisogna sforzarsi di seguire le indicazioni e non bisogna cercare di controllare il respiro. La pratica può durare dai 20 ai 50 minuti, tutto deve fluire spontaneamente.
PUNTI DI FORZA – RILASSAMENTO E RICETTIVITÀ
La pratica non comporta un impegno fisico, è guidata in ognuna delle sue otto fasi – dalla preparazione al ritorno alla veglia – e ti porta a trovare uno stato di rilassamento completo. Già il semplice fatto di chiudere gli occhi ti permette di essere meno distratto e in uno stato di maggiore ricettività. Lo Yoga Nidra ti permette di comunicare con il tuo subconscio.
LA PRATICA – OTTO FASI DA FARE PROPRIE
Le prime volte che si pratica è importante essere guidati da qualcuno, anche con dei video/audio scelti online. Con il tempo gli otto passaggi, che si ripetono sempre uguali, possono essere fatti propri ed eseguiti anche in autonomia. L’ideale è da sdraiati, ma attraverso la pratica si può riuscire in ogni momento.
L’ESPERIENZA – BUONI PROPOSITI
Al termine della pratica ti rendi conto che hai perso la cognizione del tempo, c’è un po’ di sorpresa. Ci si sente leggeri e in seguito si dorme meglio. Scegliere dei buoni propositi è un impegno con sé stessi. Con questa esperienza è qualcosa di ancora più intimo, profondo, che dona energia positiva e fiducia per una crescita personale.
GENTE SANA, novembre 2023
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